In principio c’era…..Acone, già devastata dagli Ungari nel 924 e poi il Castello dei Conti Guidi, grandi feudatari della zona di origine germanica, i quali lo cedettero ai Donati, per poi passare sotto la potestà del Vescovo Fiorentino.

In questa cittadella vissero o lavorarono personaggi illustri come la famiglia dei Cerchi, nominata nella Divina Commedia (Paradiso – C. XVI).

Montebonello nasce in una zona di un certo interesse logistico per le strade che l’attraversavano (verso la Romagna, il Casentino e verso Fiesole), vicino al fiume Sieve. Probabilmente ivi doveva già essere sorta la Chiesa di S.Miniato fin dall’X secolo.

L’attuale paese ha preso il nome dalla Torre, ciò che rimane dell’antico “castrum” di Montebonello. Intorno alla Torre, dalla quale si domina la pianura della Sieve, sono raggruppate delle casette che formano un pittoresco, piccolo borgo. La località è ricordata per la prima volta in un atto di donazione del 1039, con cui i Conti Alberto e Ugo, figli del Conte Guido, cedevano al Sacro Eremo di Camaldoli alcuni terreni posti nel “Pivier d’Acone” nella località di Montebonello.

Dagli inizi dell’XIII secolo la curia vescovile, esercitò prerogative signorili sugli abitanti di Montebonello e degli altri centri minori della bassa Val di Sieve, imponendo il giuramento di fedeltà e nominando un proprio rappresentante con il titolo di Visconte e Podestà, incaricato del governo temporale, oltre che su Montebonello anche sulle località di Petrognano, Agna e Turicchi. Montebonello, fin dal 1091, si trovava quindi sotto il dominio dei Vescovi di Fiesole. Era accaduto infatti che la città di Firenze, lentamente, avesse allargato la sua influenza alle zone vicine; cosi il contado di Fiesole fu unito a quello di Firenze.

I Vescovi e i Feudatari Fiesolani, quindi, non ebbero più un regno; sembra allora che, proprio per continuare a fregiarsi del titolo nobiliare, essi assunsero quello di Conti della Contea di Turicchi, che comprendeva i popoli di Agna, Castiglioni, Turicchi e anche quello di Montebonello. Sul territorio, si era stabilito una specie di “Condominio signorile”, al quale sembra non si sia sottratta nemmeno la Rufina.

I Vescovi di Fiesole già dalla metà del 1200, avevano in Montebonello un Visconte, un certo Rota del fu Argomento da Montebonello. Nello stesso periodo il Comune di Firenze sostituì le Leghe: il “Populus di Sancti Miniatis de Montebonello” faceva parte della Lega di Monteloro, Plebatus Aconis. Nelle lotte di fazione (XIII secolo), Montebonello fu dominata dai Ghibellini, che la dovettero abbandonare dopo che il capitano Guelfo di Firenze, il Conte Ruggeri di Dovadola, ne ebbe forzato l’assedio.

Nel settembre del 1312 l’Imperatore Arrigo VII pose l’assedio a Firenze. Montebonello (insieme a Nipozzano e Sant’Ellero) si schierò dalla sua parte; vista la disparità delle forze in campo l’Imperatore si ritirò, lasciando libero il Comune Fiorentino di riconquistare il contado. Montebonello resistette fino all’Agosto del 1313.

Passiamo ora agli anni 1800-1900.

A quel tempo Montebonello era raccolta attorno a poche case. C’era il Mulino, le cui strutture, durante la notte, servivano a produrre energia elettrica per tutto il paese e anche per la Rufina (in costante sviluppo demografico). Vicino vi erano le case della “Nave”, così denominata per la presenza di una larga chiatta, detta appunto “la Nave”,  che permetteva il traghettamento di uomini e merci tra le due rive. Quest’ultima solo verso la metà degli anni cinquanta sarà sostituita da un più sicuro ed agevole ponte in legno.

Nel 1914, vi fu una sollevazione popolare per il problema del Ponte sulla Sieve, per il cui attraversamento si pagava un pedaggio. Nell’Aprile del 1922, ci fu anche chi pensò di raccogliere delle firme per chiedere l’annessione alla Rufina.

Montebonello conobbe anche i bombardamenti durante il passaggio del fronte. Si ricorda in particolare quello del 16/02/1944: tre bombe colpirono la zona della torre (allora pericolante) abbattendo le casette d’intorno, ma mantenendola intatta. Altre ancora caddero a Gallina, nei pressi di Acone, della Rufina e di Pontassieve, che fu il paese più martoriato.

 In epoche più vicine alla nostra, Montebonello, ha registrato un naturale incremento urbano pur conservando intatte le caratteristiche di piccolo agglomerato di periferia, sorretto da poche attività commerciali e dal pendolarismo verso i centri maggiori.

Qui come in altri luoghi della Val di Sieve e del Mugello, si respira ancora un’atmosfera d’altri tempi fatta di cordialità e simpatia reciproca, consuetudini conviviali che di solito tendono ad affievolirsi man mano che ci si avvicina a complessi urbani più estesi.

Una curiosità riguarda l’Azienda Vinicola Galiga dei F.lli Grati che ha la sua sede originaria a Montebonello, dove l’azienda fu fondata alla fine del 1800. Si tratta di un esempio di grande radicamento sul territorio, infatti l’Azienda Vinicola Galiga ha assunto il nome stesso di Montebonello come alias della propria denominazione e ha dato il nome Montebonello a diversi suoi vini.

A seguire... il servizio video del libro "Intervenite Numerosi" di Alessandro Sarti (ex Assessore alle politiche e beni culturali del Comune di Pontassieve). Il seguente video è stato proiettato al Circolo ARCI "Il Campino" di Montebonello il 6 Dicembre 2013 durante la presentazione del suddetto libro.

Cenni storici tratti da "FATTI E MISFATTI NELLA STORIA DI MONTEBONELLO" di Andrea Pazzi e Marco Innocenti
e da "LA COMPAGNIA DELLA TORRE" di Massimo Certini